Dr. Hauschka

Argania spinosa

Sinonimo: Legno del Marocco
Nome botanico: Argania spinosa
Famiglia: Sapotaceae

Habitat originario

Marocco sud occidentale, tra Essaouira e Agadir

Ingredienti

Olio di argania: oltre l’80% a base di acidi grassi insaturi, composti per circa il 37% di acido linoleico, acido oleico, acido palmitico, acido stearico e vitamina E.

Descrizione

Cos’è più sorprendente? Una capra sull’albero o un albero nel deserto? Il potente albero di Argania, che può raggiungere un’età di oltre 200 anni, associa entrambi questi spettacoli. Questa pianta sopravissuta al deserto marocchino raccoglie l’acqua nelle sue foglie, trasformandosi in una squisitezza per le capre assetate. Per la maggior parte dell’anno l’albero, la cui chioma può raggiungere un diametro di oltre 14 m mostra una crescita molto scarsa; cresce invece durante il periodo delle piogge, producendo una copiosa quantità di foglie, fiori e frutti; sono tuttavia necessari altri 2 anni prima che i frutti gialli simili alle olive maturino. Il frutto contiene un nocciolo dal diametro di circa 3 cm al cui interno si trovano da uno a tre semi a forma di goccia più piccoli dei semi di girasole, ricchi di olio pregiato.

Usi

Dai noccioli dell’albero di argania viene estratto un olio giallo, leggermente profumato, chiamato anche oro liquido del Marocco; sono necessari 20 kg di noccioli per ottenere un litro d’olio. L’olio viene usato per la produzione di cosmetici e medicinali ed è apprezzato anche in ambito gastronomico. I Berberi lo hanno impiegato per secoli per le sue singolari proprietà considerate superiori a quelle dell’olio d’oliva. Si ritiene che i suoi antiossidanti naturali abbiano effetti positivi sulla pelle e sulla salute inibendo i radicali liberi. L’olio protegge la pelle idratandola e rendendola morbida ed elastica; esercita inoltre un’azione rafforzante sulle unghie fragili e sui capelli secchi, rallentando il processo di invecchiamento. Usato con parsimonia, l’olio di argania favorisce il processo di guarigione delle bruciature, mitiga il rossore e gli eczemi. In Marocco l’olio viene usato tradizionalmente per curare l’acne, la varicella e le emorroidi. Considerando l’elevato contenuto di acidi grassi insaturi essenziali, il saporito olio di nocciolo di argania si distingue per il suo particolare valore nutrizionale.

Fatti interessanti

L’albero di argania rappresenta uno degli alberi più vecchi sulla terra. Si pensa che sia cresciuto circa 80 milioni di anni fa nel Marocco meridionale. Il primo documento scritto risale al 1219 ed è contenuto nelle opere del medico arabo Ibn Al Baytar.
Oggi le donne berbere estraggono l’olio di argania secondo un antico processo. Dopo la raccolta da luglio a settembre i frutti vengono fatti essiccare all’aria aperta, i duri noccioli vengono rotti con una pietra per estrarre i semi. Questi vengono tostati sul fuoco e macinati in un mulino di pietra azionato a mano, la polpa viene quindi mescolata con acqua sino ad ottenere un impasto che viene poi lavorato a mano dalle donne per ottenere l’olio. La polpa del frutto essiccato e l’impasto restante dopo l’estrazione dell’olio, vengono usati come nutrimento per il bestiame.
A causa del suo diffuso impiego come foraggio per pecore e cammelli e come legno da ardere, la il numero di alberi di argania si è drasticamente ridotto, i vecchi alberi sono morti nessun nuovo albero è cresciuto, determinando seri problemi di desertificazione e l’erosione del suolo. Nel 1998 l’UNESCO ha dichiarato la regione del Marocco nella quale cresce l’albero di argania riserva naturale.

Dal 1995 il GTZ (associazione tedesca per la collaborazione tecnica), su incarico del Ministero Federale per la Cooperazione Economica, si è impegnato in un’opera di rimboschimento delle foreste di argania. Un ulteriore progetto all’interno della riserva della naturale riguarda la creazione di cooperative di donne per la produzione e commercializzazione dell’olio di argania.

La pianta nei nostri prodotti

L’olio di Argania è un pregiato ingrediente dei Sheer Lipstick protegge le labbra delicate, rendendole morbide e impedendone la screpolatura.

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