Dr. Hauschka

Quando il Dr. Rudolf Hauschka fondò WALA nel 1935, si pose certamente queste domande, e altre simili. I prodotti ricavati dalla natura furono una delle sue prime risposte a queste domande. Istituire la Fondazione WALA, a cui WALA Heilmittel GmbH appartiene, fu la seconda risposta. Con il passare del tempo, da queste risposte nacque una cultura cosmetica molto particolare, con un obiettivo preciso: creare valori sostenibili e duraturi per le persone anziché rapidi profitti.

Dove sviluppiamo e produciamo i prodotti Dr. Hauschka è strettamente legato alla nostra responsabilità nei confronti dell’ambiente e delle persone con cui interagiamo. La scelta di Eckwälden per la nostra sede, già dal 1967, fu determinata da una chiara decisione. Qui, in questa regione dall’anima agreste nel Sud della Germania, ai piedi del Giura Svevo, si trovano, dagli anni ʹ50, sia il Giardino botanico delle piante officinali di WALA, coltivato secondo i principi dell’agricoltura bio-dinamica, sia lo sviluppo e la produzione dei nostri prodotti. Eckwälden è un paesino che il pastore attraversa con il suo gregge di pecore. Da un lato. Dall’altro, il nostro arrivo ha portato con sé anche un vento decisamente cosmopolita. Per esempio, quando vengono a farci visita ospiti internazionali, o quando da ogni parte del mondo arrivano le materie prime biologiche per elaborare i nostri prodotti, oppure quando prepariamo i documenti di trasporto per spedire gli oltre 130 prodotti della cosmesi Dr. Hauschka. Spedizioni che raggiungono le consumatrici in oltre 40 paesi del mondo.

E la Fondazione WALA? Tutti gli utili di WALA Heilmittel GmbH confluiscono nella Fondazione, proprietaria della società a responsabilità limitata (GmbH). A sua volta, la Fondazione reinveste gli utili nello sviluppo della società stessa. Perché il suo unico scopo è fare in modo che WALA possa svilupparsi e prosperare. La Fondazione nomina la direzione della nostra azienda e assicura che la nostra cultura cosmetica plasmi l’operato di ogni giorno. La Fondazione ci permette non solo di investire nella qualità dei nostri prodotti, bensì anche nello sviluppo dei 1.000 collaboratori e collaboratrici circa e dei progetti sostenibili a livello locale così come nei paesi da cui acquistiamo le materie prime per i nostri prodotti. La Fondazione WALA ci assicura l’indipendenza e la libertà di poter impiegare il denaro in modo responsabile anche in futuro e di adempiere a una missione culturale ben precisa: sviluppare e realizzare prodotti per le persone attingendo dalla natura. Prodotti in grado di prendersi cura, di guarire e che siano al servizio della bellezza.

Intervista al Dr. Johannes Stellmann,

Amministratore delegato di WALA Heilmittel GmbH, sulla bellezza, sul denaro come strumento creativo e sulla responsabilità aziendale

Dal 1967 Dr. Hauschka vive una cultura cosmetica particolare. Cosa ne fa parte, secondo lei?

Inizia dal modo in cui sviluppiamo e produciamo i nostri prodotti e prosegue con il nostro rituale di trattamento. Ma anche l’impulso della nostra azienda nel suo insieme, le nostre origini e il nostro rapporto con le risorse sono di carattere culturale. Il pensiero guida in tutto questo è, secondo me, 'Diversi, sin dall’inizio'. 

Diversi sin dall’inizio? Cos’era tanto diverso all’inizio della cosmesi Dr. Hauschka?

Guardi solo a come lavorò Elisabeth Sigmund. All’inizio degli anni ʹ30, essenzialmente aveva iniziato a sviluppare una linea cosmetica naturale tutta sua. Una cosmesi che successivamente, dal 1967, in collaborazione con noi fu lanciata sul mercato. Se si osserva attentamente, Elisabeth Sigmund passò oltre 35 anni a sviluppare questi prodotti prima che arrivassero nei negozi. Si era concessa moltissimo tempo. E già questo processo era completamente diverso da tutto il resto. E poi le nostre origini. La fondazione di WALA avvenne di fatto a partire da una questione di beneficienza, quando il Dr. Rudolf Hauschka fu incaricato dalla dottoressa Ita Wegman, co-fondatrice della Medicina Antroposofica, di sviluppare medicinali privi di alcol. Medicinali privi di alcol per i bambini, per gli anziani, per i malati gravi. Nacquero così i Medicinali WALA privi di alcol. Da questo si può vedere che siamo realmente un’impresa culturale. Abbiamo una veste economica, ma il nostro impulso è assolutamente culturale.  Il fatto che ancora oggi la nostra sia un’azienda per così dire ibrida può essere dimostrato anche negli aspetti di carattere finanziario. 

WALA un’azienda ibrida? Può spiegarci questo termine?

“Ibrido” significa che nella nostra attività economica vi è in larga misura una componente di pubblica utilità. Ciò che a noi interessa è trovare una forma economica che già nella generazione del valore assuma una responsabilità sociale. Ed è per questa ragione che pensiamo sin dall’inizio in modo diverso. Perché vediamo la nascita di un prodotto e il suo successivo utilizzo su un altro piano culturale. Questa utilità comune, che altri spesso sono soliti comprendere, biograficamente parlando, solo alla fine della propria vita, noi la cogliamo e la portiamo nel presente, ogni giorno. 

Dice che WALA è un’impresa culturale. E’ sorprendente, perché produce medicinali e prodotti cosmetici naturali. Cosa rende WALA un’impresa culturale?

La cultura è data dalla consapevolezza di fondo che non ci vediamo tanto, né sul piano medico, né su quello cosmetologico, nel ruolo di “fautori”, bensì piuttosto in quello di abilitatori. Sosteniamo i processi di guarigione e di crescita. Con i Medicinali WALA non andiamo a sostituire né a reprimere, bensì a sostenere il sistema immunitario. E con la Cosmesi Dr. Hauschka funziona in modo simile. Sosteniamo la pelle in modo tale che possa ritrovare la propria condizione di normalità. E così facendo, di fatto, andiamo a formarla. Da questo punto di vista, a livello di prodotto siamo un istituto di formazione. Che tuttavia non si esprime in un servizio, bensì in un prodotto che è il formatore, e questo lo trovo geniale! Siamo completamente orientati al processo. In questo senso non ci identifichiamo nel momento, non siamo coloro che intervengono in un momento specifico con creme di rapida efficacia. Al contrario, ci orientiamo nel tempo. La nostra azienda vive di tempo, quel tempo che dedichiamo a noi stessi durante i nostri rituali di trattamento per passi, o che troviamo nei nostri processi di produzione, che lasciano il tempo di maturare. E questo, per me, ha una dimensione culturale. 

È sua l’affermazione che Dr. Hauschka è al servizio delle persone e non dei mercati. Può spiegarci meglio?

Prendiamo l’esempio della nostra Crema alla rosa per il giorno. Fa parte della nostra gamma sin dall’inizio, dal 1967. Non ha, di per sé, ragione di esistere in eterno, ma non vedo alcun motivo per cui la Crema alla rosa per il giorno dovrebbe cessare di esistere. E non la toglierei dalla gamma neppure dopo dieci anni, come vorrebbe una delle consuete teorie sul ciclo di vita dei prodotti. Da noi non funziona così, perché questa crema è un classico della nostra cosmesi. E perché funziona così? Appunto perché, quando sviluppiamo, non siamo al servizio dei mercati bensì delle persone. La domanda della signora Sigmund era: di cosa hanno bisogno le persone? Non si è mai chiesta dove può essere un potenziale mercato, bensì cosa può avere bisogno la pelle dell’individuo. È un approccio completamente diverso, rivolto ai bisogni. E questo approccio ci guida ancora oggi. Il nostro punto di partenza è domandarci di che cosa ha bisogno la persona e non dove può essere un mercato nuovo in cui poter essere presenti. In questo senso preferiamo investire il denaro nello sviluppo dei prodotti, nel processo di produzione e nelle materie prime di eccellente qualità. 

Avere questa libertà di investire il denaro in una cosa piuttosto che in un’altra lo dovete alla Fondazione WALA. Che funzione ha questa Fondazione?

La Fondazione WALA è l’unica proprietaria di WALA Heilmittel GmbH. Grazie alla Fondazione abbiamo il grande vantaggio di non poter sottrarre capitale all’azienda né per interessi privati, né per eventuali eredi, ma a parte questo, operare per noi è molto più difficile rispetto ad altre imprese. Perché non possiamo acquisire capitale dall’esterno. Per esempio, non possiamo dire: caro investitore, vieni da noi e porta qualche centinaio di milioni di euro. In questo senso, lavoriamo senza rete di sicurezza. 

Il denaro guadagnato lo impiegate in modo particolare e lei lo considera uno strumento creativo. Può spiegarcelo?

Anzitutto consideriamo il denaro come parte integrante di tutte le attività e non solo in termini di utile. Sin dall’inizio della catena di creazione del valore ci chiediamo in che modo guardare alla responsabilità che abbiamo. Per esempio, se prendo un maglione da uno scaffale e lo acquisto, di fatto determino una richiesta di produzione del nuovo maglione che dovrà sostituire sullo scaffale quello che ho acquistato. È per questa ragione che non posso sottrarmi dalla responsabilità di ciò che accade nella catena di produzione. Fino a 10 anni fa potevo dire che in questo senso non ne sapevo niente, ma oggi, nell’era digitale, sono assolutamente in grado di sapere ciò che avviene nei canali produttivi. Se prendo sul serio questa responsabilità e la trasferisco a noi, qui in WALA, allora devo pensare a tutta la catena, dalla creazione del valore in avanti, fino ad arrivare al prodotto. Vale a dire, devo fare attenzione a come si generano le materie prime che acquisto. Inoltre devo valutare come viene realizzato il prodotto e se ho lavorato bene posso sperare di ottenere un utile. Infine, si pone la domanda sul modo in cui impiegare il guadagno. Nel nostro caso non dobbiamo servire dei proprietari, che in sé è già un grandissimo vantaggio. Per questa ragione posso, per esempio, avviare nuove partnership per l’approvvigionamento delle materie prime di qualità biologica, che diversamente, forse, non verrebbero prodotte. In questo senso posso citare il caso del burro di karité proveniente dal Burkina Faso, dell’olio di ricino e del burro di mango dall’India e dell’olio essenziale di rosa dall’Etiopia. Oppure posso fare in modo che i partner diventino completamente indipendenti da noi. All’inizio è frequente che i partner di progetto dipendano da noi al 100 percento. Tuttavia, per noi è fondamentale che possano diventare il più possibile indipendenti negli anni successivi. 

Sembra come se il denaro che investite nei progetti fosse un seme che quando germoglia si moltiplica.

Assolutamente. E possiamo tranquillamente rimanere sull’immagine del seminatore, che tuttavia deve anche saper accettare che non tutti i semi germoglieranno. Perché da noi è lo stesso, anche se, in quest’ottica, naturalmente sprechiamo denaro. Ma dopo siamo più saggi di prima. Quando inizio qualcosa, dico ‘sì’ anche all’eventualità che quel qualcosa possa fallire. Non potrò evolvermi se non commetterò anche degli errori; nel rinnovamento è insito anche l’errore ed è per questo che parlo sempre degli sbagli come concime. Un esempio è rappresentato dalla nostra nuova linea Make-up Dr. Hauschka, lanciata sul mercato all’inizio del 2017. Abbiamo iniziato a svilupparla nel 2011, lavorando al 99 % per il bidone dei rifiuti. Tuttavia, se non avessimo fatto così, avremmo sviluppato un prodotto convenzionale, nero, rettangolare o rotondo. Ma non saremmo mai arrivati alla forma del triangolo equilatero curvilineo per il packaging delle Polveri viso e probabilmente mai al color porpora per le confezioni. 

Qual è la sua visione per la cosmesi Dr. Hauschka? Quale sarà la direzione futura?

La visione 'Diversi, già dall’inizio' sarà uno dei nostri principi guida anche in futuro. Rispettiamo tutti i nostri standard interni e tutti gli standard giuridici in materia di qualità e sicurezza dei prodotti. Ma diciamo sempre che, nel fare questo, cerchiamo di seguire la nostra strada. L’esigenza interiore di non fare le cose come le fanno altri è, a mio avviso, il principio guida del nostro agire, che vive di coraggio. Ed è in completa armonia con la nostra idea centrale di lavorare imparando e imparare lavorando. E in tutto questo è insito l’errore, il fallimento, lo sbaglio. Poiché diversamente non potrei imparare.

Quanti paesi contribuiscono a fare in modo che il Latte per il corpo limone lemongrass Dr. Hauschka possa arrivare nel bagno di casa vostra?

Dall’Italia proviene, per esempio, l’olio essenziale di limone e dal Nepal l’olio di lemongrass. L’equiseto, da cui ricaviamo gli estratti ricchi di proprietà strutturanti, proviene da raccolte spontanee in aree di lingua tedesca. La salvia, caratteristica per le sue virtù rinforzanti, cresce prevalentemente nella nostra tenuta certificata Demeter, mentre per gli oli trattanti contenuti nel Latte per il corpo, la jojoba matura in Argentina e le olive in Spagna. A Eckwälden, i nostri collaboratori miscelano queste materie prime biologiche dando vita al Latte per il corpo limone lemongrass. Imbottigliato e confezionato, spediamo il prodotto finito alle consumatrici in oltre 40 paesi in tutti i continenti della Terra.