Dr. Hauschka

Sinonimo: indisponibile
Nome botanico: Camellia sinensis (L.) O. Kuntze
Famiglia: Theaceae

Habitat originario

Originaria probabilmente delle regioni montane della Cina sud-occidentale.

Ingredienti

Caffeine, teobromine, teofilline, tannini, aromi.

Descrizione

Le foglie del tè che usiamo per le nostre colazioni, in bustina o sciolte, sono i germogli e le foglie più giovani della Camelia – una piccola pianta sempreverde che può crescere selvatica fino ad un metro e mezzo d’altezza. Nelle piantagioni di tè le piante vengono potate a meno di due metri da terra per permettere agli uomini di cogliere le foglie più facilmente; le quali, oblunghe, verde scuro e brillanti, si ammassano così fittamente da apparire in lontananza come un denso mare di cuscini verdi. I fragranti fiori bianchi, con un diametro che raggiunge i 3 cm, contengono numerosi stami gialli. La rassomiglianza con la sua ‘parente’, la Camelia giapponese, spesso chiamata semplicemente Camelia, non può essere trascurata. La pianta del tè predilige un clima mite e piovoso e prospera al meglio nelle regioni tropicali e subtropicali.

Usi

Il tè nero non è soltanto una bibita stimolante popolare in tutto il mondo (la bibita più diffusa dopo l’acqua). La caffeina contenuta aumenta la concentrazione e la reattività, stimolando la produzione di acido gastrico ed accrescendo il battito cardiaco. La bevanda, ricca di tannini, ha effetto nel trattamento della diarrea, aiuta a combattere i microrganismi che ne sono la causa, e ha un’azione diuretica. Sopprime la crescita di batteri nella cavità orale e riduce la produzione di acidi nocivi per i denti. Contenendo più fluoro di qualsiasi altra pianta commestibile, il tè previene l’insorgere di carie. Applicato esteriormente, il tè nero allevia inoltre pruriti e guarisce eczemi.

Fatti interessanti

Il termine “tè” deriva dal dialetto Min di Xiamen, città della Cina meridionale, dove l’ideogramma cinese per il tè – x – viene pronunciato “teh”. La pronuncia mandarina utilizzata nella Cina del nord è invece "cha", da cui deriva il nome “chai” utilizzato da Russi, Arabi, Turchi etc. La pianta ricevette il nome scientifico di “Camelia” da Carl Von Linné in onore di Georg Josef Kamel (1661-1706), un farmacista austriaco facente parte della missione gesuita a Manila, che fu la prima persona a descrivere in maniera dettagliata la flora delle Filippine. L’epiteto "sinensis" si riferisce alle origini cinesi della pianta da tè. Bisogna risalire al 2700 a.C. per trovare per la prima volta menzione del tè nero. Secondo la mitologia cinese, la sua scoperta appartiene infatti alla Cina, in particolare al leggendario Imperatore Shennong. Si racconta che mentre egli stava bollendo l’acqua sopra un fuoco acceso con legno proveniente da un albero da tè, alcuni germogli caddero nell’acqua calda. Si sostiene inoltre che Shennong sia l’autore del Shennong Bencao Jing, il più antico libro sulle erbe medicinali e le loro tecniche di coltivazione.

Il maestro Zen giapponese Eisai (1141-1215) dovette venire a conoscenza dell’usanza di bere tè in Cina, rendendola poi in Giappone una vera e propria cerimonia. Il tè arrivò in Europa attraverso Venezia intorno al 1550, ancora in piccole quantità che potevano esse comperate – per prezzi quasi proibitivi – nelle farmacie. In grandi quantità venne invece importato per la prima volta dai mercanti tedeschi intorno al 1610. In Indonesia la coltura del tè ebbe inizio intorno al XVIII secolo, in India e in Sri Lanka non prima del XIX, incoraggiata dagli inglesi che volevano porre fine alla loro dipendenza dalla Cina. Oggi giorno l’India è il secondo produttore mondiale di tè. Il tè nero è prodotto attraverso fermentazione, un processo in cui operano gli enzimi contenuti nelle foglie. Non appena queste vengono pestate, rompendo così le strutture delle cellule, gli enzimi ossidano i componenti, quali i tannini, causando una mutazione nel colore e nel sapore delle foglie.

Dopo un tempo prestabilito le foglie vengono riscaldate per distruggere gli enzimi e interrompere la fermentazione, dalla cui durata dipendono il gusto e il colore. L’”oolong tè”, per esempio, viene fermentato per un lasso di tempo molto breve. Il tè verde per nulla. Il fatto che una fermentazione breve produca un tè più eccitante rispetto a quello ricavato da una fermentazione lunga, ha a che fare con le diverse caratteristiche di solubilità dei componenti. La caffeina si dissolve più velocemente nell’acqua rispetto ai tannini. Il tè che è stato lasciato in infusione per un lungo periodo contiene perciò più tannini che caffeina.

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