Dr. Hauschka

Carota

Sinonimo: nessuno
Nome botanico: Daucus carota L.
Famiglia: Umbelliferae

Habitat originario

Asia

Ingredienti

Provitamina A (carotene), vitamina B1, B2, flavonoidi, olio essenziale.

Descrizione

La carota è una pianta medicinale? In genere si e più soliti pensare al suo impiego come pianta alimentare, così ci si può domandare perché essa sia stata inserita tra i ritratti delle piante officinali. Come avremo modo di vedere questa radice dal brillante colore arancione non deve venire sottovalutata; anzi ci furono tempi in cui ci si sarebbe chiesti cosa ci facessero le carote nelle zuppe e nello spezzatino.
La carota che arriva sulla nostra tavola è il prodotto di una lunga selezione come pianta commestibile ed è derivata dalla carota selvatica. Quando si guarda la radice della varietà selvatica, che è presente nei prati e sui bordi dei campi, è difficile immaginare che essa sia stata l’antenata della nostra carota da orto. La radice affusolata della carota selvatica è secca e legnosa e solo il suo odore ricorda la radice commestibile. Il fiore, che raramente abbiamo occasione di associare alla carota dell’orto è impressionante. A crescita conclusa, nel secondo anno, questa pianta biennale raggiunge un altezza superiore al metro. Il fusto erbaceo, dal quale si dipartono foglie finemente divise, è coronato in estate e in autunno dai bianchi fiori appiattiti, le ombrelle terminali, grandi quanto il palmo di una mano. Le ombrelle sono composti da numerosi piccoli fiori, tutti disposti su di un unico piano.

La carota selvatica è facile da distinguere dagli altri membri della grande famiglia delle Ombrellifere perché il fiore centrale di ogni ombrella è di colore rosa o più spesso porpora scuro. La carota da giardino ha perso questa caratteristica nel corso della coltivazione; essa ha invece una radice arancio-rossastra che manca alla varietà selvatica la cui radice è bianca. Dopo la fioritura, l’ombrella si contrae, dando l’apparenza di un nido, e porta i frutti maturi dotati di numerosi piccoli aculei sulla superficie.

Usi

Nella medicina convenzionale le carote, sotto forma di succo o radice grattugiata, sono usate soprattutto per il trattamento dei disturbi nutrizionali dei bambini, carenza di vitamina A, ossiuri e occasionalmente come diuretico.
L’olio di carota, estratto dalla radice in veicolo oleoso, aiuta la pelle con una secrezione sebacea insufficiente, offre un aiuto alla pelle secca e protegge la pelle normale.
Le persone che mangiano molte carote hanno vista acuta e si abbronzano facilmente, effetti dovuti alla provitamina A, che viene trasformata in vitamina A all’interno dell’organismo umano. La provitamina A è liposolubile, perciò necessita di grassi per un buon assorbimento; la carota dovrebbe sempre essere mangiata assieme ad un po’ di grassi.
La carota contiene inoltre minerali importanti ed elementi in tracce quali calcio, acido folico e selenio che sostengono il sistema immunitario e favoriscono la crescita di capelli ed unghie sani.

Fatti interessanti

Il termine latino carota significa “bruciato” e fa riferimento al colore rosso porpora delle prime varietà coltivate.
La carota è una pianta con una ricca storia. Era già coltivata dalle tribù germaniche che la chiamavano “mohra” (radice). Questa è l’origine della parola tedesca Möhre (carota). Semi di carota sono stati trovati anche in palafitte in Svizzera. Gli antichi Romani e Greci conoscevano la carota esclusivamente come pianta medicinale per la sua azione diuretica. Essi probabilmente la ritenevano troppo legnosa da mangiare visto che la pianta era coltivata da poco tempo. Carlo Magno fu il primo a raccomandare la coltivazione delle carote, che dal Medioevo in avanti iniziarono ad essere coltivate su vasta scala.
Grazie al lavoro degli agricoltori oggi esistono 500 differenti varietà di carote. Si iniziò con solo due: una varietà gialla ed una viola; fu solo nel XVII secolo che gli olandesi riuscirono a coltivare la carota che oggi conosciamo dal brillante colore arancione, derivato dall’elevato contenuto di ?-carotene. Il colore viola è invece prodotto dai cosiddetti antociani, pigmenti che danno ai fiori il loro colore, ad esempio i fiori viola centrali della carote selvatiche.

La pianta osservata diversamente

Un prato estivo fiorito ci delizia con la moltitudine di colori dovuti all’insieme dei singoli fiori. Se guardate fisso è quasi impossibile distinguere le diverse specie. Tuttavia, la carota selvatica cattura il lo sguardo rapidamente. Non è solo la sua misura del suo fiore che la fa spiccare in mezzo al prato, ma anche il suo portamento verticale ed il modo in cui si eleva al di sopra degli altri fiori. Perfettamente a suo agio, sembra avere un occhio aperto sul cielo col suo fiore viola che indica il centro come un segno. 
Il centro è la segnatura della carota. Anche quando è sfiorito il fiore mantiene il proprio gesto curvandosi verso l’interno per formare una coppa protettiva intorno al centro del fiore. Questa qualità centrante della carota aiuta le persone non più capaci di focalizzare le energie ed i pensieri per via delle eccessive influenze esterne e richieste. Quale specchio dell’anima la pelle spesso soffre quando si ha un’evenienza di questo tipo. E’ facile così vedere come la carota supporta le funzioni naturali della pelle.

Nella carota coltivata il colore viola del fiore centrale si è effettivamente spostato verso il basso nella regione della radice. Ciò rivela la capacità della carota di giocare con le polarità, è un esperta nel combinare gli opposti. Questa proprietà la rende particolarmente adatta per aiutare le pelli miste, riconciliando gli estremi, a recuperare l’equilibrio.

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